Il Ministero dell’Interno ha emesso una nuova circolare che vieta il self check-in nelle strutture ricettive italiane, stabilendo l’obbligo di identificare gli ospiti di persona.
Con la circolare del 18 novembre 2024, il Viminale ha chiarito che l’identificazione da remoto non rispetta i requisiti di sicurezza previsti dalla legge, rendendo obbligatorio il controllo diretto per prevenire rischi legati alla sicurezza pubblica.
Il Provvedimento e le Sue Motivazioni
Il tema del self check-in, fino ad oggi una delle dieci funzionalità più richieste sulle piattaforme di affitti brevi come Airbnb, è stato oggetto di attenzione da parte del governo. La facilità di accesso per gli ospiti attraverso sistemi automatizzati ha rappresentato un vantaggio per la customer experience, contribuendo a recensioni più positive. Tuttavia, il Ministero dell’Interno ha deciso di intervenire, affermando che tali procedure non garantiscono una verifica adeguata dell’identità degli ospiti e potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza collettiva.
Il capo della Polizia, Vittorio Pisani, ha firmato la circolare, sottolineando la necessità di adottare misure più stringenti per garantire un controllo efficace sugli ospiti, soprattutto in vista di eventi internazionali come il Giubileo del 2025 e nel contesto dell’attuale scenario geopolitico. L’uso di keybox e codici d’accesso automatizzati sarà quindi superato per garantire che ogni ospite venga identificato di persona prima di accedere alla struttura.
Implicazioni per i Gestori e i Proprietari di Strutture Ricettive
La circolare specifica che la normativa vigente, contenuta nell’articolo 109 del T.U.L.P.S., impone ai gestori di hotel, bed & breakfast, case vacanze e affitti brevi di identificare fisicamente gli ospiti, registrandone le generalità e trasmettendo le informazioni alle autorità di pubblica sicurezza entro 24 ore dall’arrivo. In caso di soggiorni inferiori a 24 ore, la comunicazione deve avvenire entro sei ore.
Queste regole si applicano anche ai locatori che affittano immobili per periodi inferiori a 30 giorni, come stabilito dall’articolo 19-bis del Decreto-Legge 4 ottobre 2018, n. 113. Il mancato rispetto di queste disposizioni comporta sanzioni e, in casi gravi, la revoca della licenza per l’attività ricettiva.
La Posizione del Governo e le Reazioni del Settore
La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha sostenuto il provvedimento, sottolineando che l’identificazione personale degli ospiti è una misura essenziale per prevenire attività illecite e garantire un turismo sicuro. Durante il G7 sul Turismo a Firenze, la ministra ha evidenziato la necessità di cooperazione tra i diversi dicasteri per rendere l’Italia una destinazione accogliente ma allo stesso tempo sicura per i visitatori.
D’altra parte, gli operatori del settore esprimono preoccupazione per l’impatto che questa normativa potrebbe avere sull’industria degli affitti brevi, soprattutto per coloro che gestiscono più unità abitative e fanno affidamento su processi di check-in automatizzati per garantire flessibilità e ridurre i costi operativi. Alcuni host di Airbnb e altre piattaforme stanno valutando l’adozione di nuove soluzioni per conformarsi alle normative, come la presenza di personale per l’accoglienza o il check-in tramite servizi di portineria.
Rischi e Obiettivi della Nuova Regolamentazione
Il Ministero dell’Interno ha evidenziato che l’automatizzazione del check-in e l’uso di keybox possono facilitare l’accesso a soggetti non identificati, con potenziali conseguenze negative per la sicurezza. Il rischio principale è che soggetti ricercati, criminali o persone legate ad attività illecite possano utilizzare affitti brevi come rifugio, eludendo i controlli di polizia.
L’identificazione in presenza consente alle forze dell’ordine di avere un quadro più chiaro e aggiornato degli ospiti delle strutture ricettive, aumentando il livello di sicurezza e prevenendo situazioni pericolose. La decisione del Viminale si inserisce quindi in una strategia più ampia di controllo del territorio e prevenzione di reati legati al terrorismo e alla criminalità organizzata.
Il Futuro degli Affitti Brevi in Italia
L’introduzione dell’obbligo di check-in in presenza rappresenta una svolta significativa nel settore degli affitti brevi. La gestione degli ospiti dovrà adattarsi a un sistema più tradizionale, con la necessità di organizzare l’accoglienza fisica di ogni ospite. Gli operatori dovranno adeguare le proprie procedure, e le piattaforme di prenotazione dovranno aggiornare le proprie policy per conformarsi alle nuove direttive.
Tuttavia, resta da vedere se questa normativa porterà a un calo della domanda di affitti brevi o se gli operatori troveranno soluzioni alternative per garantire un’accoglienza efficiente rispettando le nuove disposizioni. Con l’aumento del turismo e l’avvicinarsi di eventi di grande richiamo, il settore degli affitti brevi dovrà affrontare questa sfida mantenendo l’equilibrio tra sicurezza e flessibilità .
La circolare del Ministero dell’Interno segna la fine del self check-in per gli affitti brevi in Italia, ponendo l’accento sulla necessità di garantire sicurezza e controllo nell’accoglienza turistica. Mentre il provvedimento risponde a esigenze di ordine pubblico e protezione dei cittadini, rappresenta anche una sfida per gli operatori del settore, che dovranno adattarsi a un nuovo modello di gestione degli ospiti.
L’identificazione personale è ora un requisito imprescindibile per chi offre alloggi in affitto breve, garantendo che ogni ospite sia registrato in conformità con le leggi vigenti. Gli host e i gestori di strutture ricettive dovranno riorganizzare le proprie procedure per garantire un’accoglienza sicura e conforme alla normativa, trovando soluzioni che bilancino la sicurezza con la necessità di mantenere un’offerta flessibile e accessibile per i turisti.





